Noi non c'eravamo

Inaugurazione 25 giugno 2015 ore 19

ASSOCIAZIONE ITALIA RUSSIA VIA CADORE 16, MILANO

 

25 GIUGNO | 21 LUGLIO 2015
orari lunedì | venerdì 9.30 – 18.00

La mostra La buona Scuola è il primo appuntamento di un programma di iniziative e mostre a cura di Silvia Franceschini, che ricadranno nel calendario della Stagione culturale 2015|2016 proposto dall’Associazione Italia Russia, col patrocinio di Expoincittà.
Irina Kholodnaya è un’artista visiva nata nel 1985 a Voronezh, città della Russia europea a quasi 600 chilometri a sud ovest di Mosca, e residente in Italia da oltre 15 anni. La sua biografia può essere raccontata anche attraverso i componenti della famiglia, che hanno accompagnato la sua infanzia in Unione Sovietica e che troviamo spesso al centro del suo lavoro. Un nonno materno, stimato docente di Architettura Edilizia presso l’Università di Voronezh, che negli anni della perestrojka si reinventa fabbricando in casa maglioni e cappelli; una madre e una zia che negli anni ’80, quando ancora trendy e à la page non rientravano tra le possibili definizioni del vestirsi in Unione Sovietica, mettono in piedi una collezione di abiti reinterpretando vecchi modelli e ricucendoli con nuovi tessuti. Queste figure continuano ad accompagnare il suo percorso formativo ed esistenziale durante il trasferimento in Italia sul finire degli anni ‘90 e anche quando la burocrazia la “costringe” in Italia lontana dalla Russia e dalla sua famiglia.
Sono questi i “caratteri primari”, i fili più importanti della trama con cui è intessuta la storia personale e artistica di Irina Kholodnaya.
Penso che l’arte sia una forma di linguaggio simile a quello matematico. Tutto nella formula deve essere al suo posto e il problema può essere risolto secondo differenti modalità. I numeri sono un elemento di decodifica della realtà, quindi mi piace pensare al mio lavoro come a un insieme di formule matematiche o di “geometrizzazione” del pensiero. La trasmissione di informazioni secondo uno stile mosaico mi pare incarni la moderna percezione del mondo. Nel racconto che costruisco cerco di incorporare anche poesia e ironia. La mia storia familiare, del mio paese o della Società sono tra i principali soggetti del mio lavoro. La loro analisi passa attraverso il processo e la registrazione di documenti, narrazioni, oggetti di vita quotidiana e abitudini che entrano a far parte del flusso della mia vita. La diversificazione negli strumenti di presentazione e di visualizzazione di tali informazioni è dettata invece dalla versatilità dei materiali adoperati e dall’esigenza di comunicare a più pubblici.
(da Dio figlio. Dio padre e Dio nonno. Breve conversazione tra Katerina Chuchalina e Irina Kholodnaya, in Caratteri Primari, catalogo della mostra personale di Irina Kholodnaya presso il Museo Storico della Tappezzeria, Bologna dal 18 Settembre al 25 Ottobre 2013).

 

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